Massimo Spattini


  INTEGRAZIONE


 

Il pesce fa bene al cuore, ma non da solo

 

Un buon numero di studi suggerisce l'ipotesi che una dieta ricca di carni di pesce ovvero di acidi grassi della serie omega 3 (specie EPA DHA) possa avere un effetto protettivo nei confronti della cardiopatia coronarica.

Ma i dati sull'assunzione di supplementi a base di omega 3 restano ancora in conclusivi. Lo affermano criticamente i ricercatori del Department of Internal Medicine di Los Angeles che hanno analizzato i dati estratti dal Diabetic Control and Complications Trial (DCCT) database e che riguardano oltre 1400 soggetti studiati. Sono state analizzate in particolare le seguenti variabili dietetiche: il consumo di acidi grassi saturi e di quelli insaturi, il totale calorico, il consumo dei macronutrienti presenti nella dieta, del sodio e del colesterolo.Inoltre, sono stati valutati altri fattori potenzialmente confondenti: l'esercizio fisico, il sesso, il tabagismo. Gli autori concludono osservando che data la presenza di più fattori potenzialmente variabili e confondenti, l'effetto benefico del consumo di pesce nei confronti delle cardiopatie coronariche potrebbe essere dovuto al concorso di una o più di queste variabili che amplificherebbero il potere salutare del pesce. E' difficile che da soli gli acidi grassi dei pesci abbiano un grosso potere anti-cardiopatie.
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Am J Cardiol. 2007 May 1;99(9):1230-3. Epub 2007 Mar 16  

 

 

 

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